Insomma qualche anno fa Mr. G decise di “geolocalizzare”!
Come al solito una decisione saggia che ben presto riempie di contenuti la piattaforma: dalla localizzazione delle attività, alle foto degli utenti, alla street view (tra poco ci faranno anche entrare nei negozi…).
Ma parliamo di alberghi…
abbiamo visto che hanno aggiunto le review, (e da qualche tempo anche la possibilità di scriverle direttamente), le foto, le vautazioni genarali, il sito web ufficiale… adesso è la volta dei prezzi!
Ma questa volta si paga: é di ieri la notizia dei “nuovi” (non ancora attivi) “link sponsored” con il prezzo:
A questo punto la sensazione è che stiano pensando un po’ troppo al business: chi potrà comprare la pubblicità sul listing dell’Hotel?
A quanto sembra “tutti”… gli intermediari! con il rischio che l’utente finale abbagliato dal link venga “indirizzato” fin troppo velocemente verso un portale d’intermediazione!
Non giudichiamo troppo presto… forse decideranno di cambiare tattica e di “pescare” i prezzi dai siti intermediari e (magari) anche dal sito ufficiale!
Per adesso sembrano interessati ai guadagni… poi vedremo
E’ di questi giorni la notizia della rottura tra Choice hotels e la più importante agenzia on-line.
La notizia è diventata “notizia” solo perchè “l’albergo” non è uno… ma una intera catena di strutture quotata in borsa. Già… quando è un singolo albergo che si rifiuta di accettare le condizioni che gli vengono applicate dall’intermediario… nessuno lo viene a sapere.
D’altronde è difficile riuscire a far valere la propria posizione nei confronti dell’intermediario, il rischio di non vendere è troppo grosso e allora… giù i prezzi e su l’inventario a lui destinati.
Quando l’interlocutore, in questo caso la Choice, è sufficientemente “grosso” il discorso cambia…
Alcuni stralci dell’articolo apparso su HotelsMag:
In an exclusive October 20 interview with Choice CEO Steve Joyce, he said negotiations remained stalled. “They dramatically looked to alter the agreement,” Joyce says. “We had an agreement from 2005 on, and we would have lived happily with that. They clearly sensed blood in the water and that now was their time to drive agreements. I believe in tough negotiations, but what they came up with was over the top.”
“They were asking for outrageous things,” Joyce says. “They demanded last room availability, meaning regardless of strength of market, if we don’t expose the last room to them at that discounted price, we are not in good standing. And, oh by the way, they said we can never offer a price anywhere we don’t offer to them… They would no longer be our supplier—they would become our revenue manager.”
Il “rischio che evidenzia Joyce è “che non siano più un nostro fornitore ma che diventino il nostro revenue manager”, fin qui niente di così nuovo… quello che è interessante è che la decisione di Choice risulta essere meditata e ben valutata.
Ecco la strategia studiata per non “subire” la mancanza del “fornitore”:
step up advertising immediately
commence an enormous e-mail campaign to reward members
expand affiliate marketing program with increased incentives to drive consumers directly to the Choice site
launch an advance-purchase rate program now instead of next year
step up paid search optimization
do more mobile advertising through all touch-points
strengthen best Internet rate guarantees to make them more attractive
step up exposure on television
bring in a new interactive agency for hotels participating in the cooperative program
create a joint venture with another major group/meeting sales force to sell Choice hotels
Il primo pensiero leggendo questa strategia è “beh grazie… facile fare televisione per attrarre nuovi clienti… ma io piccolo 3 stelle, come faccio?”
Proviamo a leggere meglio:
fare una campagna via email a tutti i clienti
SI, si può fare!
incentivare con promozioni l’acquisto anticipato
SI, si può fare!
rendere ancora più convenienti le tariffe internet
SI, si può fare!
Altre azioni risultano troppo difficili, o semplicemente impossibili, per un albergo indipendente: pubblicità in televisione e su mobile, joint venture con gruppi alberghieri per aumentare la forza vendite, ecc…
Certo che se tutti gli alberghi indipendenti facessero gruppo insieme… gli intermediari dovrebbero rivedere la loro politica: insomma l’unione fa la forza! Oggi sembra utopia pensare che gli albergatori si riconoscano su dei valori comuni unendo così le forze per contrastare il potere dei grandi intermediari, ma magari in un futuro non troppo lontano… si potrà fare!
Mi sono detto… finalmente il turismo in Italia prende forma anche da parte delle istituzioni: la Brambilla al turismo, Marzotto all’Enit e Bocca alla Federalberghi.
Quali importanti provvedimenti faranno acquistare di competitività al settore?
Il primo potrebbe essere l’abbassamento dell’IVA (auspicato al 5% anche dalla comunità europea).
L’esempio è di Francia e Spagna dove l’aliquota iva sul turismo è del 5/7 %.
Un altro esempio è lo stato francese che investe sul turismo con i “bonus vacanze” quasi un miliardo di euro che portano a un aumento delle presenze di quasi il 5%.
E l’esempio italiano?
L’aliquota IVA non si tocca e resta al 10%.
Abbiamo anche noi il bonus vacanze ma il budget destinato dal governo italiano è di 5 milioni!.
Ma ecco che finalmente cambia qualcosa!
Parte un grande progetto per rilanciare il turismo e l’immagine dell’Italia nel mondo: Magic Italy!
Andrà forse a finire come con Italia.it (costato 43 milioni e durato meno di un’anno – circa 120.000€ al giorno!)?
Speriamo di no.
Sono disfattista? Forse un po’, certo che i precedenti non aiutano!
Possibile che il governo non si possa occupare di temi più importanti?
Se proprio vuole riprovarci… perchè non salvare almeno il vecchio logo (già costato oltre 100.000)?
Comunque a parte l’onda, la bandiera ungherese, il colore grigio del carattere… non è male!
Come sempre in Italia non ci resta che contare sulle capacità professionali dei privati e, ciò che spicca, è come gli albergatori che investono sulla struttura grazie a ricerca, idee, comunicazione e innovazione non risentono della crisicome le strutture che, nella morsa dell’intermediazione e senza elementi caratteristici, attendono speranzosi di ricevere prenotazioni o fantomatici aiuti da parte dello stato.