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	<title>Disintermediazione.it &#187; hotel</title>
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	<description>Per un turismo economicamente sostenibile perchè conveniente, autentico e di qualità.</description>
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		<title>Il Programma Nozio Traveller: disintermediare conviene anche al viaggiatore!</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Simionato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Programma Nozio Traveller]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiatori]]></category>

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		<description><![CDATA[I vantaggi della disintermediazione condivisi con il viaggiatore: è il programma Nozio Traveller, novità del 2010, frutto di un grande lavoro fatto assieme agli hotel Affiliati a Nozio.
L&#8217;iniziativa vuole essere una scintilla capace di accendere un fuoco più vasto: sensibilizzare al tema della disintermediazione e ai suoi vantaggi concreti sia il maggior numero di viaggiatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I vantaggi della disintermediazione condivisi con il viaggiatore: è il programma Nozio Traveller, novità del 2010, frutto di un grande lavoro fatto assieme agli hotel Affiliati a Nozio.</p>
<p>L&#8217;iniziativa vuole essere una scintilla capace di accendere un fuoco più vasto: sensibilizzare al tema della disintermediazione e ai suoi vantaggi concreti sia il maggior numero di viaggiatori che il maggior numero di albergatori.</p>
<p>Ora vi spiego di cosa si tratta.</p>
<p>Cos&#8217;è il Programma Nozio Traveller?<br />
E&#8217; un&#8217;iniziativa che premia tutti i viaggiatori sensibili alla Carta dei Valori che prenotano sui Siti Ufficiali delle strutture ricettive Affiliate a Nozio.</p>
<p>Come funziona?<br />
Iscrivendosi al portale Nozio, il viaggiatore otterrà username e password che gli permetteranno di accedere alle tariffe più basse del web relative a quel determinato hotel: le troverà entrando in un’area riservata del sistema di prenotazioni on line presente sui Siti Ufficiali degli Hotel Affiliati a Nozio.</p>
<p>Perchè?<br />
La disintermediazione diventa anche un vantaggio diretto in termini di prezzo per chi è sensibile al viaggio economicamente sostenibile. L&#8217;hotel che disintermedia condivide il suo risparmio sulle commissioni con il viaggiatore che prenota direttamente sul suo Sito Ufficiale.</p>
<p>Provatelo subito! Iscrivetevi su <a href="http://www.nozio.com">www.nozio.com</a>, andate sul vostro pannello di controllo Mynozio, cercate lì gli hotel che aderiscono all’iniziativa e poi DITECI COSA NE PENSATE!!!!!!</p>
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		<title>Internet = disintermediazione!</title>
		<link>http://www.disintermediazione.it/lang/en/2009/09/internet-disintermediazione</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 09:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Fasolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[hotel]]></category>
		<category><![CDATA[intermediari]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Non si tratta di collegare testi. Non si tratta neppure di collegare computer.
Chi si collega e condivide sono le persone: non ci sono più barriere, nè scusanti.
Oggi essere intermediati significa volerlo essere: alberghi e viaggiatori hanno strumenti fino a ieri impensabili!
Il mondo del turismo può cambiare, e dipende da tutti noi.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si tratta di collegare testi. Non si tratta neppure di collegare computer.</p>
<p>Chi si collega e condivide sono le persone: non ci sono più barriere, nè scusanti.</p>
<p>Oggi essere intermediati significa volerlo essere: alberghi e viaggiatori hanno strumenti fino a ieri impensabili!</p>
<p>Il mondo del turismo può cambiare, e dipende da tutti noi.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/5xDITZBizfY&#38;hl=it&#38;fs=1&#38;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5xDITZBizfY&#38;hl=it&#38;fs=1&#38;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>“Alla crisi economica esiste rimedio!”: diamo la parola ad alcuni albergatori</title>
		<link>http://www.disintermediazione.it/lang/en/2009/07/%e2%80%9calla-crisi-economica-esiste-rimedio%e2%80%9d-diamo-la-parola-ad-alcuni-albergatori</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 16:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[hotel]]></category>
		<category><![CDATA[revenue]]></category>

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		<description><![CDATA[Da diversi mesi le pagine economiche delle principali testate giornalistiche internazionali non perdono occasione per aggiornare il bollettino della crisi economica che sta interessando tutti i settori economici,  senza possibilità di intravvedere qualche via di uscita all’orizzonte.
Difficile trovare qualche spiraglio di ottimismo dinnanzi ad una situazione che non offre nell’immediato segnali di miglioramento e tantomeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da diversi mesi le pagine economiche delle principali testate giornalistiche internazionali non perdono occasione per aggiornare il bollettino della crisi economica che sta interessando tutti i settori economici,  senza possibilità di intravvedere qualche via di uscita all’orizzonte.<br />
Difficile trovare qualche spiraglio di ottimismo dinnanzi ad una situazione che non offre nell’immediato segnali di miglioramento e tantomeno pensare di destinare una quota dei propri risparmi per le vacanze quando ci si trova all’inizio di un lungo periodo d’incertezza.  Anche <strong>nel settore dei viaggi</strong>, infatti, c’è stato un susseguirsi di rilevazioni di mercato e <strong>previsioni che evidenziavano una costante contrazione della domanda a doppia cifra</strong> più o meno trasversale in tutto il comparto.<br />
Un esempio rappresentativo è dato dall’ultima indagine congiunturale effettuata recentemente dal centro di<strong> studi e ricerche CISET di Venezia</strong>:</p>
<p><em>&#8220;Dati sull’andamento del turismo. Dal focus effettuato con interviste alle imprese aderenti alle associazioni di categoria di Federturismo e, complessivamente, dalle risposte degli associati di Federturismo Confindustria, sono emersi i seguenti andamenti:<br />
- turisti stranieri: gli operatori italiani intervistati prevedono, per il semestre maggio-ottobre 2009, un calo complessivo del -8,3% degli arrivi stranieri e del -6,2% delle presenze dall’estero, rispetto all’anno precedente.<br />
- turisti italiani: gli arrivi dovrebbero registrare una flessione tendenziale del -3,5%, le presenze del -3,9%, rispetto allo stesso semestre del 2008. [...]“</em></p>
<p>Andando però a raccogliere il vissuto quotidiano di diverse strutture ricettive situate in varie località, sembra che in molti casi le incessanti notizie  sulla crisi economica non abbiano scoraggiato eccessivamente i viaggiatori al punto da farli rinunciare alle sospirate vacanze. Si può parlare sicuramente di qualche segnale di cambiamento <strong>nelle abitudini di consumo dei viaggiatori, di maggiore attenzione al rapporto qualità/prezzo dei servizi offerti</strong>.<br />
Questi sono solo alcuni degli elementi emersi nel corso dei <strong>workshop che Nozio ha tenuto nelle principali destinazioni italiane</strong>. Dalle rilevazioni di una buona parte degli Hotel Affiliati sembra infatti che sia corretto parlare di generale contrazione dei flussi ma con delle opportune precisazioni da fare; ecco alcune esternazioni fatte a viva voce dagli albergatori presenti sulla base della loro esperienza:</p>
<blockquote><p>“Adeguando l’offerta ai trend di mercato con largo anticipo si possono ottenere degli ottimi livelli di occupazione anche in periodi difficili…”<br />
“Lavorando bene sulla propria immagine, il servizio offerto nonché il livello qualitativo che il proprio sito riesce ad esprimere, le vendite non calano anzi…”<br />
“Per noi il segreto è stato quello di diversificare l’offerta con diverse proposte ed abbiamo intercettato diverse nicchie di clientela a volte inaspettate…”<br />
“Le vendite dirette sono rimaste sostenute nel 2009, ma l’occupazione complessiva è calata perché é mancato lo zoccolo di prenotazioni generate dai tour operator stranieri specie quelli anglosassoni…”</p></blockquote>
<p>Per quanto riguarda l’industria dei viaggi sembrerebbe, in definitiva, che la <strong>congiuntura economica negativa stia interessando innanzitutto gli intermediari tradizionali</strong> a conferma di una prolungata fase di fibrillazione che sta attanagliando il mondo dell’intermediazione portandolo a complicate operazioni di cessione, acquisizione o fusione, con il risultato che per esempio durante l’edizione BIT 2009 (la più importante vetrina commerciale per il settore turistico in Italia) non hanno presenziato neppure i tour operator più affermati… se non è un segnale di flessione questo!<br />
E chi sono stati per converso i <strong>meno coinvolti</strong> dall’attuale fase di crisi?! <strong>Gli albergatori che hanno saputo valorizzare al meglio le proprie peculiarità e servizi</strong> adeguando, allo stesso tempo, le proprie strategie distributive.<br />
Si può affermare, quindi, che <strong>la flessione economica internazionale abbia generato uno spontaneo  effetto di accelerazione del processo di disintermediazione nel settore travel</strong> “affossando” le capacità di reazione di molti intermediari tradizionali e premiando gli albergatori più intraprendenti che affrontano di petto i mutamenti di mercato per cogliere in prima persona le reali opportunità di business.</p>
<p><strong><em>E la vostra stagione 2009 come sta andando?<br />
Avete adottato qualche rimedio o corretto le vostre stategie distributive?<br />
Ed a prescindere dall’andamento avete la sensazione di aver maggiore spazio libero da poter sfruttare per rafforzare il vostro percorso verso la disintermediazione?</em></strong></p>
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		<title>“Tutti gli intermediari senza il vostro prodotto-hotel non esistono”</title>
		<link>http://www.disintermediazione.it/lang/en/2009/06/%e2%80%9ctutti-gli-intermediari-senza-il-vostro-prodotto-non-esistono%e2%80%9d</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 08:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Simionato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[disintermediazione]]></category>
		<category><![CDATA[distribuzione]]></category>
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		<title>Le istituzioni americane contro i portali d&#8217;intermediazione on-line</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 11:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Baldan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dal campo]]></category>
		<category><![CDATA[controversie OLTA/USA]]></category>
		<category><![CDATA[destinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[hotel]]></category>
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		<category><![CDATA[istituzioni locali]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono oramai passati 3 anni dal momento in cui i governi locali di alcune città americane hanno iniziato la loro battaglia contro i grandi portali d&#8217;intermediazione on-line (OLTA). La causa scatenante che sta alla base di questa loro azione, secondo quanto scrivono i principali quotidiani americani, è il mancato pagamento di una parte delle tasse locali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono oramai passati 3 anni dal momento in cui i governi locali di alcune città americane hanno iniziato la loro battaglia contro i grandi portali d&#8217;intermediazione on-line (OLTA). La causa scatenante che sta alla base di questa loro azione, secondo quanto scrivono i principali quotidiani americani, è il <strong>mancato pagamento di una parte delle tasse locali sulle prenotazioni degli hotel</strong> che dovrebbe basarsi sull&#8217;intero valore della prenotazione e non sul valore ridotto degli alti costi di intermediazione.<br />
Sappiamo che gli Stati Uniti sono uno stato federale (e presto lo sarà anche l&#8217;Italia, grazie al federalismo fiscale) con ogni singolo stato della federazione che si sostiene grazie alla tassazione delle attività locali.</p>
<p>Forse non tutti sanno che, quando prenotiamo da un grande portale d&#8217;intermediazione una camera d&#8217;albergo, nella cifra che sborsiamo sono compresi, senza essere dichiarati, <strong>costi d&#8217;intermediazione che oscillano dal 20% al 40%</strong>. Ancora. Quando acquistiamo il soggiorno, non tutti sanno che <strong>non stiamo dando i nostri soldi all&#8217;hotel</strong>, ovvero all&#8217;azienda che poi ci offrirà il servizio, ma li stiamo dando ad un terzo (l&#8217;intermediario) che li incassa subito, ci fa la &#8220;ricevuta&#8221; (su cui poi lo stesso intermediario pagherà le tasse nello stato in cui risiede, che non è lo stesso dell&#8217;hotel evidentemente) per poi, con calma, girarli all&#8217;hotel decurtati del 20/40% per i costi di intermediazione. Una volta che l&#8217;hotel riceve il pagamento dall&#8217;intermediario emette una fattura (su cui poi lo stesso hotel pagherà le tasse che andranno a beneficio del territorio) all&#8217;intermediario stesso e che è, altrettanto evidentemente, più bassa del valore reale generato dal territorio e dall&#8217;hotel, appunto perchè decurtato delle commissioni. L&#8217;hotel per il viaggiatore che paga vale 100, porta a casa 70 nonostante il viaggiatore sia disposto a pagare 100; il territorio dovrebbe portare a case tasse su una base imponibile di 100, invece le porta a casa su una base di 70; <strong>il grande intermediario porta a casa valore per 100, andando poi a pagare le tasse sul suo margine di 30 ma in un qualsiasi Paese del mondo</strong> grazie alle complesse architetture societarie che tutti noi oramai conosciamo.</p>
<p><strong>E&#8217; su questa differenza che si battono queste istituzioni</strong> perchè, secondo loro ma credo anche secondo tanti altri, le tasse dovrebbero essergli pagate su tutto il valore generato dal territorio e dall&#8217;hotel stesso, ma, dal momento che l&#8217;hotel fattura un importo decurtato delle commissioni, pretende che sia il rivenditore-intermediario a pagare la differenza, l&#8217;ammanco.</p>
<p>E così parte la battaglia legale dove si davano per perdenti le istituzioni, tanto più negli Stati Uniti dove il peso dello stato è, o forse era, ben inferiore rispetto alle grandi aziende. Ha iniziato una piccola città, poi una piccola contea, ma poi si sono accodate anche le prime grandi città, <strong>tra le prime Orlando che è sede di Disneyland</strong>. Ricorsi su ricorsi, ma poi arriva la crisi, l&#8217;America capisce (si spera) che il business è tale solo se regge nel lungo periodo e per ottenere questo deve essere business sostenibile per tutte le parti in causa. Se una parte in causa cede, perchè non viene tenuta in considerazione anche la sua sostenibilità ma viene solo sfruttata, il giochino crolla.<br />
E così <strong>ora ci sono le prime sentenze</strong> che danno ragione a queste istituzioni, le corti intimano ai grandi portali d&#8217;intermediazione il pagamento di milioni di dollari di tasse non pagate, questi fanno ricorso e così via. La cosa che ha sorpreso di più, e che forse ci dovrebbe far riflettere sul grande potere che il &#8220;sistema turismo&#8221; sta dando a queste aziende, è che <strong>la prima città alla quale la corte ha dato ragione</strong>, Columbus in Georgia, <strong>è stata immediatamente cancellata dai portali</strong> in questione con i responsabili che hanno chiaramente dichiarato che lo faranno con tutte le destinazioni, città o contee o anche interi Paesi, che pretenderanno il pagamento di tasse che secondo loro non sono dovute. Gli è stato chiesto se sono così determinati a farlo anche con destinazioni più grandi come Orlando o tutta la Carolina del Sud (entrambe in contenzioso, secondo i media), ma non hanno ricevuto risposta.</p>
<p><strong>Come reagiremo se lo facessero con Venezia, Roma o Parigi</strong>?<br />
Le istituzioni italiane stanno pensando a recuperare risorse utili alle destinazioni artistiche del nostro Paese, anche attraverso queste iniziative?<br />
E gli albergatori italiani si stanno preoccupando affinchè le loro imprese siano principalmente basate su canali di vendita che solo loro possono decidere di &#8221;spegnere&#8221;, come ad esempio il loro sito ufficiale?</p>
<p><strong>Non si tratta</strong>, secondo le istituzioni, <strong>di caricare sul viaggiatore altre tasse da pagare</strong>, quanto di far pagare le tasse &#8220;mancanti&#8221; ad operatori che hanno fatto della loro altissima redditività la felicità degli azionisti ma meno quella dei territori, degli hotel e, di conseguenza, dei viaggiatori stessi. Non dimentichiamo che se il territorio e l&#8217;hotel faticano a sostenersi, il viaggiatore avrà un&#8217;esperienza di viaggio di minore qualità.</p>
<p>Metto a disposizione qualche link, vecchio e nuovo, dove ho recuperato queste informazioni:</p>
<p><a title="Tax suit leads Expedia to drop Georgia city’s hotels" href="http://www.charlestonbusiness.com/news/27816-travel-sites-drop-hotels-in-georgia-based-on-tax-suit?rss=0" target="_blank">Tax suit leads travel sites to drop Georgia city’s hotels</a> (Charleston Regional) &#8211; del 26/05/2009<br />
<a title="Florida counties battle online companies over bed taxes" href="http://www.miamiherald.com/news/florida/story/881249.html" target="_blank">Florida counties battle online companies over bed taxes</a> (The Miami Herald) &#8211; del 31/01/2009<br />
<a title="Online travel companies sued for multi-million hotel taxes" href="http://seattletimes.nwsource.com/html/travel/2008166945_webonlinetaxes08.html" target="_blank">Online travel companies sued for multi-million hotel taxes</a> (The Seattle Times) &#8211; del 08/09/2008</p>
<p>Non sono di certo un appassionato di problematiche fiscali, per me è arabo e ovviamente anche a noi piacerebbe come a tutte le aziende pagare meno tasse, ma vorrei condividere con voi se <strong>ritenete sostenibile per territori ed hotel il modello di business dell&#8217;intermediazione</strong> che pesa sul settore alberghiero da un minimo del 20% a oltre il 40% di <strong>commissioni </strong>sul venduto (o mancati guadagni, la cosa non cambia). A questi costi sono da aggiungere, stando a quello che giornalmente condivido con gli albergatori, i <strong>costi del personale</strong> <strong>specializzato </strong>che si  è costretti ad assumere perchè all&#8217;hotel è stata delegata tutta l&#8217;attività di gestione di disponibilità e tariffe, ma anche i <strong>costi finanziari</strong> per il ritardato incasso da parte dell&#8217;hotel dei soldi della prenotazione che vengono incassati qualche mese dopo il check-out dell&#8217;ospite, quando l&#8217;intermediario li incassa al momento stesso della prenotazione&#8230; stavo dimenticando che mi dicono che le <strong>camere</strong> non sono pre-acquistate e poi rivendute, ma solo opzionate (allotment) e, <strong>se non vendute, restituite (release) all&#8217;hotel praticamente sotto data</strong>, rendendo impossibile la vendita se non con offerte stracciate all&#8217;ultimo minuto che portano tutta la destinazione a perdere valore. Un valore che poi è molto difficile far risalire, come tutti noi ben sappiamo.</p>
<p>Da quale parte starà il giusto? Chissà.</p>
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