“Alla crisi economica esiste rimedio!”: diamo la parola ad alcuni albergatori

Pubblicato: 29 luglio 2009 | Autore: Francesco Rossi | Tags: , Commenti: 2 Commenti »

Da diversi mesi le pagine economiche delle principali testate giornalistiche internazionali non perdono occasione per aggiornare il bollettino della crisi economica che sta interessando tutti i settori economici,  senza possibilità di intravvedere qualche via di uscita all’orizzonte.
Difficile trovare qualche spiraglio di ottimismo dinnanzi ad una situazione che non offre nell’immediato segnali di miglioramento e tantomeno pensare di destinare una quota dei propri risparmi per le vacanze quando ci si trova all’inizio di un lungo periodo d’incertezza.  Anche nel settore dei viaggi, infatti, c’è stato un susseguirsi di rilevazioni di mercato e previsioni che evidenziavano una costante contrazione della domanda a doppia cifra più o meno trasversale in tutto il comparto.
Un esempio rappresentativo è dato dall’ultima indagine congiunturale effettuata recentemente dal centro di studi e ricerche CISET di Venezia:

“Dati sull’andamento del turismo. Dal focus effettuato con interviste alle imprese aderenti alle associazioni di categoria di Federturismo e, complessivamente, dalle risposte degli associati di Federturismo Confindustria, sono emersi i seguenti andamenti:
- turisti stranieri: gli operatori italiani intervistati prevedono, per il semestre maggio-ottobre 2009, un calo complessivo del -8,3% degli arrivi stranieri e del -6,2% delle presenze dall’estero, rispetto all’anno precedente.
- turisti italiani: gli arrivi dovrebbero registrare una flessione tendenziale del -3,5%, le presenze del -3,9%, rispetto allo stesso semestre del 2008. [...]“

Andando però a raccogliere il vissuto quotidiano di diverse strutture ricettive situate in varie località, sembra che in molti casi le incessanti notizie  sulla crisi economica non abbiano scoraggiato eccessivamente i viaggiatori al punto da farli rinunciare alle sospirate vacanze. Si può parlare sicuramente di qualche segnale di cambiamento nelle abitudini di consumo dei viaggiatori, di maggiore attenzione al rapporto qualità/prezzo dei servizi offerti.
Questi sono solo alcuni degli elementi emersi nel corso dei workshop che Nozio ha tenuto nelle principali destinazioni italiane. Dalle rilevazioni di una buona parte degli Hotel Affiliati sembra infatti che sia corretto parlare di generale contrazione dei flussi ma con delle opportune precisazioni da fare; ecco alcune esternazioni fatte a viva voce dagli albergatori presenti sulla base della loro esperienza:

“Adeguando l’offerta ai trend di mercato con largo anticipo si possono ottenere degli ottimi livelli di occupazione anche in periodi difficili…”
“Lavorando bene sulla propria immagine, il servizio offerto nonché il livello qualitativo che il proprio sito riesce ad esprimere, le vendite non calano anzi…”
“Per noi il segreto è stato quello di diversificare l’offerta con diverse proposte ed abbiamo intercettato diverse nicchie di clientela a volte inaspettate…”
“Le vendite dirette sono rimaste sostenute nel 2009, ma l’occupazione complessiva è calata perché é mancato lo zoccolo di prenotazioni generate dai tour operator stranieri specie quelli anglosassoni…”

Per quanto riguarda l’industria dei viaggi sembrerebbe, in definitiva, che la congiuntura economica negativa stia interessando innanzitutto gli intermediari tradizionali a conferma di una prolungata fase di fibrillazione che sta attanagliando il mondo dell’intermediazione portandolo a complicate operazioni di cessione, acquisizione o fusione, con il risultato che per esempio durante l’edizione BIT 2009 (la più importante vetrina commerciale per il settore turistico in Italia) non hanno presenziato neppure i tour operator più affermati… se non è un segnale di flessione questo!
E chi sono stati per converso i meno coinvolti dall’attuale fase di crisi?! Gli albergatori che hanno saputo valorizzare al meglio le proprie peculiarità e servizi adeguando, allo stesso tempo, le proprie strategie distributive.
Si può affermare, quindi, che la flessione economica internazionale abbia generato uno spontaneo  effetto di accelerazione del processo di disintermediazione nel settore travel “affossando” le capacità di reazione di molti intermediari tradizionali e premiando gli albergatori più intraprendenti che affrontano di petto i mutamenti di mercato per cogliere in prima persona le reali opportunità di business.

E la vostra stagione 2009 come sta andando?
Avete adottato qualche rimedio o corretto le vostre stategie distributive?
Ed a prescindere dall’andamento avete la sensazione di aver maggiore spazio libero da poter sfruttare per rafforzare il vostro percorso verso la disintermediazione?


2 commenti su ““Alla crisi economica esiste rimedio!”: diamo la parola ad alcuni albergatori”

  1. 1 Gerhard Schuler  ha detto alle 20:54 il 31 luglio 2009:

    Aggiungere valori e servizi anzichè limitarsi a calare i prezzi.

  2. 2 Renato Andreoletti  ha detto alle 16:06 il 9 settembre 2009:

    La grande sfida si chiama innovazione: l’Italia è diventata per molti versi un prodotto turistico maturo che si affida pressoché esclusivamente ai suoi beni ambientali, storici e culturali per attirare milioni di visitatori (compresi quelli interni) senza preoccuparsi più di tanto della qualità di ciò che offre, sia dal punto di vista dell’accessibilità ai beni turistici stessi che per la qualità dell’esperienza di ciò che propone.
    Per molti versi, con importanti eccezioni, siamo rimasti all’approccio del Grand Tour del Settecento e dell’Ottocento quando erano i visitatori stranieri, dotati di cultura assai raffinata, ha godere dei nostri prodotti turistici che sapevano filtrare attraverso la loro superiore preparazione. Per gli italiani dell’epoca i monumenti del passato erano solo ruderi tra i quali far pascolare pecore e capre. Prima ancora, erano state cave di marmo da spogliare per ricoprirne i palazzi dei principi e dei cardinali (Roma su tutte) o per realizzare nuovi porti (in Sicilia con i marmi e le pietre dei templi greci). Per Wolfgang Goethe, tanto per citare uno dei nomi più noti dei visitatori del tempo, ciò che contava era il territorio e i suoi ruderi: la popolazione gli risultava molto pittoresca e restava sempre sullo sfondo delle sue annotazioni. L’Italia senza gli italiani era il vero prodotto turistico che attirava costoro.
    L’innovazione principe che ci riguarda si chiama: Esperienza. L’esperienza di chi fa turismo, non di chi lo propone. L’esperienza di chi entra in un museo e si ritrova al centro di una sorta di cimitero della memoria: statico, noioso, in presenza di una sequenza più o meno infinita di quadri e statue allineati come soldatini napoleonici, tutti in riga con il fucile sulla spalla. Peggio ancora se ci si reca in un sito archeologico tra muri sbrecciati e lavori sempre in corso. Chi ha la preparazione culturale di un Goethe? 10.000 persone? 20.000? Ideali candidati per recarsi da Jerry Scotti nella trasmissione per saputelli “Il milionario”. E tutti gli altri? Al mare ad abbronzarsi… magari a Sharm el Sheikh. Sono gli stessi che poi affollano a milioni, a decine di milioni a livello internazionale, i cinema dove si proietta “Il Gladiatore”, ambientato in una Roma imperiale che a Roma nessuno ha ricostruito in un luogo apposito affidandone invece l’immagine ai gladiatori vestiti di plastica che stazionano davanti al Colosseo. Non è accaduto neppure quando Roma si è degnata di dedicare un evento museale a uno dei suoi massimi concittadini del passato, Giulio Cesare. Era perfino difficile arrivare sul luogo del misfatto: non c’erano segnalazioni sufficienti in giro per la città. C’è da augurarsi che facciano di meglio (il materiale documentario e cinematografico non manca) quando si occuperanno di un altro loro vispo concittadino, il novantenne e romanissimo Giulio…
    Non esiste in Italia un Parco turistico a tema dedicato alla Magna Grecia (forse lo realizzeranno a Reggio Calabria), alla civiltà etrusca, a Roma, alla Serenissima Repubblica di Venezia (durata oltre un millennio, il doppio di Roma), alla repubblica di Genova, durata quasi altrettanto e che dal punto di vista militare le suonò a tutti, dai pisani ai veneziani, salvo essere vittima delle congiure interne tra chi aveva i suoi interessi nell’entroterra e chi sul mare (come Adrea Doria, il voltagabbana più fortunato della storia, che da solo meriterebbe un evento multimediale analogo a quelli che di tanto in tanto vengono proposti su Leonardo Da Vinci), al Rinascimento toscano e romano, perfino alla storia della Chiesa. Parchi a tema che coniughino rigore, curiosità, emozioni. Che creino in altre parole un’Esperienza Unica, divertente dal punto di vista umano oltre che arricchente dal punto di vista culturale. Nessuno ha mai creato un percorso museale, documentario, cinematografico che mettesse a confronto per esempio due personaggi vissuti nella stessa epoca: Marco Polo (1254-1324) e Dante Alighieri (1265-1321). C’è la storia d’Italia condensata in due nomi, quello del mercante curioso e avventuroso, politicamente corretto, e quello dell’intellettuale universale e rompiscatole, eterno perdente. Un evento del genere girerebbe l’intero pianeta. Incassi previsti: forse il miliardo di euro. Se non ci sbrighiamo, lo realizzeranno i cinesi con capitali americani o viceversa. C’è un solo museo italiano che regala Esperienze Appaganti ed Emozioni Uniche: Il Museo delle Orme a Borgo Faiti, http://www.pianadelleorme.it, in provincia di Latina, che Mariano De Pasquale realizzò nel corso di un’intera vita. In 12 capannoni industriali sono stati raccolti oltre 50.000 oggetti che svariano dai giocattoli alla storia della bonifica delle Paludi Pontine (unica nel suo genere) avvenuta tra il 1928 e la fine degli anni Trenta fino agli avvenimenti accaduti nella vicina Anzio durante lo sbarco americano del gennaio del 1944. Ci sono carri armati (perfino il prototipo di un carro armato anfibio progettato dagli americani e ripescato da De Pasquale nel lago dove era affondato), aerei da combattimento (compreso quello, ripescato dal mare, di un pilota americano che riuscì a salvarsi e poi a sopravvivere alla guerra: 50 anni dopo De Pasquale gli ha riconsegnato i documenti che erano rimasti nella carlinga), gli strumenti del lavoro agricolo e il racconto per immagini del New Deal italiano offuscato e rimosso dalla memoria nazionale dal disastro della seconda guerra mondiale. Un Paese che amasse davvero la propria storia dovrebbe imparare dal siciliano De Pasquale (1938-2006), arrivato a Latina nel 1955 per fare l’agricoltore, come si raccolgono i segni del tempo per poi restituirli alle nuove generazioni con scrupolo didattico e fantasia narrativa.
    La gente non è stupida. E’ stanca semmai di essere trattata in maniera stupida in un mondo dove l’informazione e l’intrattenimento sono diventati sempre più multimediali e coinvolgenti.
    Manca una Progettualità Esperienziale nel turismo italiano. Manca per il patrimonio culturale e storico pubblico, che elargisce soprattutto erudizione e stipendi, raramente cultura. Non manca in quello privato a partire proprio dagli alberghi che in questi ultimi vent’anni si sono rinnovati espandendo i loro servizi al settore congressuale negli anni Ottanta, alla riscoperta dell’enogastronomia italiana e mediterranea negli anni Novanta, al settore del benessere, dei trattamenti estetici e dei massaggi in questo inizio di terzo millennio.
    Pensiamo alle categorie alberghiere, croce e delizia degli albergatori. Viste dal punto di vista degli albergatori, vanno abolite. Sono inutili perché non impediscono il dumping sui prezzi e fuorviano il giudizio dei clienti. Viste però dal punto di vista dei clienti, potrebbero essere fondamentali per aiutare a districarsi nella giungla di proposte che sommergono chi cerca un buon albergo sulla base del proprio budget di spesa. Le categorie alberghiere dovrebbero garantire non solo la qualità dell’hardware dell’albergo (qualità della struttura, del comfort, dell’igiene e della sicurezza attiva e passiva) ma anche la qualità dei servizi prestati, della professionalità di chi accoglie alla Reception (lingue parlate, conoscenza del territorio, attitudine a comunicare) come di chi garantisce l’ospitalità alberghiera (la sala e la cucina ma anche la pulizia dei piani). Le commissioni che attribuiscono le categorie dovrebbero essere composte da professionisti del settore (compresi i direttori d’albergo) ma anche da rappresentanti delle associazioni dei consumatori. Le categorie in questo modo garantirebbero non solo la qualità dell’hardware ma anche quella del software mettendo così gli albergatori al riparo da ciò che sta accadendo in Internet: i giudizi spesso disinvolti con i quali alcuni portali (il più noto è Tripadvisor) stanno letteralmente terrorizzando il mondo alberghiero. Quando questi portali invadono anche il campo delle prenotazioni online e si rivolgono agli alberghi per acquisire pubblicità, si rischia di sconfinare in comportamenti perlomeno discutibili quando non apertamente illeciti. Consentirebbero anche alle associazioni degli imprenditori alberghieri (da Federalberghi a Confindustria Alberghi ad Assoturismo) di mettere alla porta coloro che non rispettano il cliente, e quindi anche la professionalità della categoria, coloro che continuano a proporre alberghi fatiscenti (anche nelle categorie alberghiere superiori) o alberghi moderni ma gestiti in maniera professionalmente assai discutibile. Sono gli albergatori le principali vittime dei loro colleghi che mettono a rischio la vita dei loro clienti in alberghi mai ristrutturati o di coloro che attirano la clientela con prezzi stracciati in alberghi moderni nell’hardware ma poi gestiti in economia, vale a dire con servizi ben lontani dalla categoria alberghiera pubblicata.
    Abbiamo ripristinato il Ministero del Turismo al fine di portare i problemi del turismo italiano nel Consiglio dei Ministri. Abbiamo coniato anche uno slogan sufficientemente evocativo ed efficace: Magic Italy. Occorre ora un Progetto Turismo Italia che agganci il turismo italiano al rilancio del turismo mondiale. Possiamo e dobbiamo farcela.

    Renato Andreoletti
    Direttore Hotel Domani


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