Dove vanno a finire i soldi?

Pubblicato: 2 December 2011 | Author: Marco Baldan | Tags: , , , , Commenti: Nessun Commento »


Gli albergatori francesi iniziano la causa contro le Olta

Pubblicato: 22 April 2010 | Author: Marco Baldan | Tags: , , Commenti: 3 Commenti »

Qualche giorno fa avevamo già iniziato a parlare in questo post di come la Francia si stia muovendo verso le Olta ed è di lunedì scorso la notizia che il Sindacato Nazionale degli Albergatori di Francia (Synhorcat) le porta in tribunale per veder rispettati i diritti degli albergatori e dei consumatori.

Le ragioni, riassumendo, sono:
- pubblicità ingannevole in relazione agli sconti sulle tariffe;
- informazioni non veritiere sulla disponibilità delle camere;
- informazioni non veritiere che dissuadono il viaggiatore  dal prenotare direttamente presso l’hotel incoraggiandolo, invece, a prenotare attraverso gli stessi portali di proprietà delle Olta.

Clicca qui per leggere tutti i dettagli dell’iniziativa.


Sul Gazzettino si parla di “disintermediazione”

Pubblicato: 29 March 2010 | Author: Marco Baldan | Tags: , , , , , , , Commenti: 1 Commento »

Il turismo Veneto va in rete” e poi “Si chiama Venetobooking.com“. Questi sono i titoli dell’articolo che oggi apre la sezione “Nord-Est” del quotidiano di riferimento del Veneto per lanciare il portale di prenotazioni on-line alberghiere della Regione Veneto.

L’obiettivo del portale è quello di fare concorrenza alle OLTA: “Quelli si tengono dal 25% al 40% dei soldi. Ora basta, facciamo noi” sono le parole del Presidente di Confturismo Michielli.
Tra le righe si legge una dichiarazione del neo-Direttore del’Hotel Plaza di Mestre (Sig. Alessandro Martello che abbiamo recentemente incontrato e salutato agli incontri di Confindustria e i candidati sindaci  Brunetta e Orsoni) che vede nella Disintermediazione, ovvero la prenotazione dai Siti Ufficiali degli hotel, la giusta strategia per ridurre il peso delle Olta.
Che dire, sembra che qualcosa si muovi.

Ma “qual’è la strategia” con la quale Confturismo pensa di fare concorrenza alle grandi OLTA?

Con un altro portale associativo (al momento ha prenotabili solo alcuni hotel del Lago di Garda) che, di fatto, non veicola il viaggiatore a fare la prenotazione dai Siti Ufficiali degli hotel (vd. Disintermediazione), ma lo porta a prenotare nei centri di prenotazione realizzati dalle stesse Associazioni Alberghiere che fanno capo a Confturismo e che intermediano l’hotel con costi di commissione praticamente identici a quelli delle OLTA, che non mettono link ai Siti Ufficiali e neanche il telefono.

Ma perchè, allora, associare la parola “Disintermediazione” ad un progetto/portale che, di fatto, fa intermediazione?
E’ già difficile di suo far “entrare” questo concetto agli amici albergatori, perchè ci si mettono anche le loro Associazioni di Categoria che, secondo me, dovrebbero aiutarci a far gran chiarezza proprio per il bene supremo dei propri associati?

Eppure è così semplice fare un portale che non fa intermediazione, che non ha costi di commissioni ma che veicoli il viaggiatore a prenotare dai Siti Ufficiali grazie ad una scheda del tutto gratuita offerta a qualsiasi albergatore:

 
Scheda gratuita su Nozio

Scheda gratuita su Nozio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho inserito l’esempio per cercare di far capire a tutti la differenza tra chi fa intermediazione, ovvero l’azienda “terza” (l’Associazione, in questo caso) che rivende nel “suo” punto vendita al consumatore (il viaggiatore, in questo caso) i prodotti e/o servizi realizzati dal “produttore” (l’albergatore, in questo caso), e chi non la fa perchè stimola a gran voce la prenotazione sul Sito Ufficiale (il Dominio, ovvero www.nomehotel.xy) dell’hotel il cui proprietario è,  e deve essere, esclusivamente l’albergatore.

E la differenza non è puramente una questione di costi (mi costa di più intermediare o disintermediare) quanto una questione prettamente strategica per un’impresa. L’albergatore che investe i suoi quattrini in commissioni per farsi promuovere e vendere dagli intermediari, nel caso in cui interrompa il suo rapporto di collaborazione/intermediazione (esempio cambia associazione, passando agli industriali o ad una associazione minore; oppure cambia OLTA perchè le commissioni sono aumentate fino ad essere insostenibili per lui), perde immediatamente TUTTI i vantaggi che aveva ricevuto fintanto che si faceva intermediare.
Perchè? Perchè tutti gli investimenti dell’albergatore sono finiti a promuovere il portale ed il dominio dell’intermediario!

La Disintermediazione (secondo Nozio), invece, stimola l’albergatore a veicolare gli investimenti in marketing/comunicazione/vendita sul suo Sito Ufficiale (e sul suo dominio) così, se anche decidesse di cambiare fornitore/partner, non perderebbe praticamente nulla di quanto ha raggiunto con gli investimenti che ha fatto perchè sono fatti nel dominio di sua proprietà e che può trasferire ad nuovo fornitore quando è sicuro che può fare meglio del precedente.

Questa è LA differenza… LA differenza la fa il “luogo” (il dominio) ”dove girano i soldi”, ovvero dove avvengono le transazioni economiche.

Ma ditemi la verità, è così difficile da comprendere questa differenza?


Sosteniamo le Olimpiadi Sostenibili di Venezia 2020

Pubblicato: 19 March 2010 | Author: Marco Baldan | Tags: , , Commenti: Nessun Commento »

Ieri sera ho partecipato alla grande festa dello sport a sostegno della candidatura di Venezia per le Olimpiadi del 2020. Organizzata dal Comitato Promotore e dalle Associazioni degli Industriali di Venezia (della quale Nozio fa parte), Treviso e Padova, ha visto partecipi oltre 3000 persone.

Il progetto è innovativo, capace sia di integrare tutte le realtà territoriali della nostra regione sia di avere un impatto sostenibile sul territorio e i suoi cittadini.

 Io sostengo Venezia2020

 

 

 

Nozio e Disintermediazione.it sostengono Venezia2020, sostienila anche tu!


Intervista da GhNet.it

Pubblicato: 26 February 2010 | Author: Marco Baldan | Tags: , , , Commenti: Nessun Commento »

Disintermediazione turistica: intervista a Marco Baldan, direttore generale di Nozio di Roberta Longo – Venerdì, 19 Febbraio 2010
 
Turismo economicamente sostenibile, OLTA, provvigioni, contatto diretto, canali telematici, redditività e qualità del servizio. Marco Baldan, direttore generale e co-fondatore di Nozio, ci racconta il complesso mondo della disintermediazione turistica, e il modo in cui qusto fenomeno sta cambiando e cambierà i rapporti vra i vari attori della filiera turisica, a partire dall’esperienza di Nozio. 

Da una parte abbiamo il consolidato popolo degli “intermediati”, attivi sostenitori delle agenzie di viaggio on-line e off-line, dei TO e dei network, dall’altra quello sempre più in espansione dei “disintermediati”, fautori del contatto diretto e del turismo economicamente sostenibile. Ma in cosa consiste esattamente la disintermediazione? Qual’è il suo fine? E come si realizza? Lo abbiamo chiesto a Marco Baldan, Co-Fondatore e Direttore Generale di Nozio, azienda pioniera nella disintermediazione turistica che da oltre 10 anni si impegna nel mettere in contatto viaggiatore e albergatore.

Leggi l’articolo completo


Turismo sostenibile a Venezia: un progetto al quale Nozio darà il suo contributo

Pubblicato: 24 July 2009 | Author: Davide Simionato | Tags: , , Commenti: 1 Commento »

Nozio è da sempre impegnata nella promozione di un turismo economicamente sostenibile. A Venezia il 17 luglio si è sicusso di sostenibilità della città, e Nozio, rappresentato dal direttore generale Marco Baldan, era presente. Volevo mettervi al corrente di quanto è stato detto in quell’incontro, condividendo con tutti voi un comunicato stampa che vi riporto qui di seguito.

<<Nozio, rappresentato dal Direttore Generale Marco Baldan, ha partecipato all’incontro relativo alla presentazione del Rapporto sul Turismo Sostenibile a Venezia lo scorso 17 luglio.

I relatori erano il vicesindaco Vianello, la direttrice del Coses Isabella Scaramuzzi, e Giovanni Santoro ricercatore Coses. Molto nutrita la platea, e molti i rappresentanti delle maggiori realtà veneziane, tra cui citiamo l’APT, ACTV, Vesta, Musei Civici Veneziani, l’ASM. Come rappresentanti dell’hotellerie veneziana vi erano Nozio e l’AVA.

Dopo l’apertura dei lavori da parte del vicesindaco, sono stati presentati i risultati del rapporto in cui si è analizzata con precisione la capacità di carico della città di Venezia , ovvero quanti turisti la città può accogliere senza conseguenze negative per popolazione e monumenti. Per poter gestire i flussi in arrivo nella città è stato creato un algoritmo matematico in grado di determinare istantaneamente qual è la distribuzione equilibrata dei visitatori all’interno dei diversi punti di interesse turistici : avendo chiaro il numero di presenze ideale per rispettare la sostenibilità urbana, la gestione dinamica e quotidiana dei flussi sarà garantita da azioni concrete, tra cui la costruzione di politiche tariffarie ad hoc.
Si è poi parlato della relazione tra flussi turistici e notti vendute dagli alberghi : si è cercato di individuare tre fasce di notti vendute corrispondenti ad un impatto basso, medio e alto di turisti sulla città, calcolando poi in corrispondenza quanto l’hotel riesce a sostenersi dal punto di vista economico. Tuttavia è stato sottolineato dal nostro direttore generale Marco Baldan come il calcolo della sostenibilità alberghiera sia stata misurata senza aver prima fatto uno studio sui margini di guadagno delle strutture ricettive (RevPar) , obiezione accolta dal Coses che ha chiesto dunque aiuto ai rappresentanti degli hotel in sala per poter approfondire la questione, in un secondo step dello studio.

Nozio ha sottolineato di fronte alle Istituzioni e al Coses come la sostenibilità della città non possa prescindere dalla sostenibilità economica dei suoi centri di reddito, tra cui l’hotellerie ; nel contesto della sostenibilità economica, la disintermediazione , realtà consolidata nella città di Venezia, continua a giocare da più di dieci anni un ruolo determinante a garanzia della sostenibilità economica della città stessa. E’ dunque un fattore che non può essere ignorato all’interno di uno studio che tratta di sostenibilità in senso ampio : da qui nasce la disponibilità di Nozio a fornire un aiuto concreto al centro di ricerca.>>


Anche San Francisco vince la sua battaglia vs le OLTA

Pubblicato: 25 June 2009 | Author: Marco Baldan | Tags: , , , , Commenti: 1 Commento »

Ecco la fonte (San Francisco Chronicle): San Francisco 1 – OLTA 0

Si legge nell’articolo che San Francisco ha appena ottenuto ciò che voleva da un giudice della Corte Suprema di Los Angeles: una sentenza secondo la quale alcune OLTA sono tenute a pagare subito all’agenzia delle entrate della città  ben 35 milioni di dollari in relazione al mancato versamento delle tasse sull’occupazione alberghiera.

E’ probabile che questo non sia l’ultimo capitolo della battaglia legale iniziata quando queste OLTA hanno fatto causa alla città sostenendo che non aveva il diritto di imporre loro la tassa e invitandola ad  abbandonare questa pretesa.

Questo episodio sarà sicuramente notato da altre OLTA e municipalità impegnate in simili battaglie in tutto il Paese.


Parola d’ordine: rinnovamento

Pubblicato: 19 June 2009 | Author: Filippo Fasolo | Tags: , , , Commenti: 3 Commenti »

Mi sono detto… finalmente il turismo in Italia prende forma anche da parte delle istituzioni: la Brambilla al turismo, Marzotto all’Enit e Bocca alla Federalberghi.

Quali importanti provvedimenti faranno acquistare di competitività al settore?

Il primo potrebbe essere l’abbassamento dell’IVA (auspicato al 5% anche dalla comunità europea).
L’esempio è di Francia e Spagna dove l’aliquota iva sul turismo è del 5/7 %.
Un altro esempio è lo stato francese che investe sul turismo con i “bonus vacanze” quasi un miliardo di euro che portano a un aumento delle presenze di quasi il 5%.

E l’esempio italiano?
L’aliquota IVA non si tocca e resta al 10%.
Abbiamo anche noi il bonus vacanze ma il budget destinato dal governo italiano è di 5 milioni!.

Ma ecco che finalmente cambia qualcosa!
Parte un grande progetto per rilanciare il turismo e l’immagine dell’Italia nel mondo: Magic Italy!

Andrà forse a finire come con Italia.it (costato 43 milioni e durato meno di un’anno – circa 120.000€ al giorno!)?
Speriamo di no.

Sono disfattista? Forse un po’, certo che i precedenti non aiutano!
Possibile che il governo non si possa occupare di temi più importanti?
Se proprio vuole riprovarci… perchè non salvare almeno il vecchio logo (già costato oltre 100.000)?
Comunque a parte l’onda, la bandiera ungherese, il colore grigio del carattere… non è male!

Come sempre in Italia non ci resta che contare sulle capacità professionali dei privati e, ciò che spicca, è come gli albergatori che investono sulla struttura grazie a ricerca, idee, comunicazione e innovazione non risentono della crisi come le strutture che, nella morsa dell’intermediazione e senza elementi caratteristici, attendono speranzosi di ricevere prenotazioni o fantomatici aiuti da parte dello stato.


Le istituzioni americane contro i portali d’intermediazione on-line

Pubblicato: 26 May 2009 | Author: Marco Baldan | Tags: , , , , , , Commenti: Nessun Commento »

Sono oramai passati 3 anni dal momento in cui i governi locali di alcune città americane hanno iniziato la loro battaglia contro i grandi portali d’intermediazione on-line (OLTA). La causa scatenante che sta alla base di questa loro azione, secondo quanto scrivono i principali quotidiani americani, è il mancato pagamento di una parte delle tasse locali sulle prenotazioni degli hotel che dovrebbe basarsi sull’intero valore della prenotazione e non sul valore ridotto degli alti costi di intermediazione.
Sappiamo che gli Stati Uniti sono uno stato federale (e presto lo sarà anche l’Italia, grazie al federalismo fiscale) con ogni singolo stato della federazione che si sostiene grazie alla tassazione delle attività locali.

Forse non tutti sanno che, quando prenotiamo da un grande portale d’intermediazione una camera d’albergo, nella cifra che sborsiamo sono compresi, senza essere dichiarati, costi d’intermediazione che oscillano dal 20% al 40%. Ancora. Quando acquistiamo il soggiorno, non tutti sanno che non stiamo dando i nostri soldi all’hotel, ovvero all’azienda che poi ci offrirà il servizio, ma li stiamo dando ad un terzo (l’intermediario) che li incassa subito, ci fa la “ricevuta” (su cui poi lo stesso intermediario pagherà le tasse nello stato in cui risiede, che non è lo stesso dell’hotel evidentemente) per poi, con calma, girarli all’hotel decurtati del 20/40% per i costi di intermediazione. Una volta che l’hotel riceve il pagamento dall’intermediario emette una fattura (su cui poi lo stesso hotel pagherà le tasse che andranno a beneficio del territorio) all’intermediario stesso e che è, altrettanto evidentemente, più bassa del valore reale generato dal territorio e dall’hotel, appunto perchè decurtato delle commissioni. L’hotel per il viaggiatore che paga vale 100, porta a casa 70 nonostante il viaggiatore sia disposto a pagare 100; il territorio dovrebbe portare a case tasse su una base imponibile di 100, invece le porta a casa su una base di 70; il grande intermediario porta a casa valore per 100, andando poi a pagare le tasse sul suo margine di 30 ma in un qualsiasi Paese del mondo grazie alle complesse architetture societarie che tutti noi oramai conosciamo.

E’ su questa differenza che si battono queste istituzioni perchè, secondo loro ma credo anche secondo tanti altri, le tasse dovrebbero essergli pagate su tutto il valore generato dal territorio e dall’hotel stesso, ma, dal momento che l’hotel fattura un importo decurtato delle commissioni, pretende che sia il rivenditore-intermediario a pagare la differenza, l’ammanco.

E così parte la battaglia legale dove si davano per perdenti le istituzioni, tanto più negli Stati Uniti dove il peso dello stato è, o forse era, ben inferiore rispetto alle grandi aziende. Ha iniziato una piccola città, poi una piccola contea, ma poi si sono accodate anche le prime grandi città, tra le prime Orlando che è sede di Disneyland. Ricorsi su ricorsi, ma poi arriva la crisi, l’America capisce (si spera) che il business è tale solo se regge nel lungo periodo e per ottenere questo deve essere business sostenibile per tutte le parti in causa. Se una parte in causa cede, perchè non viene tenuta in considerazione anche la sua sostenibilità ma viene solo sfruttata, il giochino crolla.
E così ora ci sono le prime sentenze che danno ragione a queste istituzioni, le corti intimano ai grandi portali d’intermediazione il pagamento di milioni di dollari di tasse non pagate, questi fanno ricorso e così via. La cosa che ha sorpreso di più, e che forse ci dovrebbe far riflettere sul grande potere che il “sistema turismo” sta dando a queste aziende, è che la prima città alla quale la corte ha dato ragione, Columbus in Georgia, è stata immediatamente cancellata dai portali in questione con i responsabili che hanno chiaramente dichiarato che lo faranno con tutte le destinazioni, città o contee o anche interi Paesi, che pretenderanno il pagamento di tasse che secondo loro non sono dovute. Gli è stato chiesto se sono così determinati a farlo anche con destinazioni più grandi come Orlando o tutta la Carolina del Sud (entrambe in contenzioso, secondo i media), ma non hanno ricevuto risposta.

Come reagiremo se lo facessero con Venezia, Roma o Parigi?
Le istituzioni italiane stanno pensando a recuperare risorse utili alle destinazioni artistiche del nostro Paese, anche attraverso queste iniziative?
E gli albergatori italiani si stanno preoccupando affinchè le loro imprese siano principalmente basate su canali di vendita che solo loro possono decidere di ”spegnere”, come ad esempio il loro sito ufficiale?

Non si tratta, secondo le istituzioni, di caricare sul viaggiatore altre tasse da pagare, quanto di far pagare le tasse “mancanti” ad operatori che hanno fatto della loro altissima redditività la felicità degli azionisti ma meno quella dei territori, degli hotel e, di conseguenza, dei viaggiatori stessi. Non dimentichiamo che se il territorio e l’hotel faticano a sostenersi, il viaggiatore avrà un’esperienza di viaggio di minore qualità.

Metto a disposizione qualche link, vecchio e nuovo, dove ho recuperato queste informazioni:

Tax suit leads travel sites to drop Georgia city’s hotels (Charleston Regional) – del 26/05/2009
Florida counties battle online companies over bed taxes (The Miami Herald) – del 31/01/2009
Online travel companies sued for multi-million hotel taxes (The Seattle Times) – del 08/09/2008

Non sono di certo un appassionato di problematiche fiscali, per me è arabo e ovviamente anche a noi piacerebbe come a tutte le aziende pagare meno tasse, ma vorrei condividere con voi se ritenete sostenibile per territori ed hotel il modello di business dell’intermediazione che pesa sul settore alberghiero da un minimo del 20% a oltre il 40% di commissioni sul venduto (o mancati guadagni, la cosa non cambia). A questi costi sono da aggiungere, stando a quello che giornalmente condivido con gli albergatori, i costi del personale specializzato che si  è costretti ad assumere perchè all’hotel è stata delegata tutta l’attività di gestione di disponibilità e tariffe, ma anche i costi finanziari per il ritardato incasso da parte dell’hotel dei soldi della prenotazione che vengono incassati qualche mese dopo il check-out dell’ospite, quando l’intermediario li incassa al momento stesso della prenotazione… stavo dimenticando che mi dicono che le camere non sono pre-acquistate e poi rivendute, ma solo opzionate (allotment) e, se non vendute, restituite (release) all’hotel praticamente sotto data, rendendo impossibile la vendita se non con offerte stracciate all’ultimo minuto che portano tutta la destinazione a perdere valore. Un valore che poi è molto difficile far risalire, come tutti noi ben sappiamo.

Da quale parte starà il giusto? Chissà.